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Le origini del centro storico di San Vito sono legate ad un edificio fortificato, nato proprio come semplice rocca difensiva con le sue cinta murarie, documentata già prima del XIII secolo. Il castello di san Vido fu sede del potente Patriarcato di Aquileia che ne fece una delle proprie dimore e divenne successivamente anche residenza della nobile famiglia Altan. Quello che rimane oggi del castello è una struttura che riecheggia più la residenza nobiliare che l’edificio difensivo medievale.

Un edificio di certo imponente, risultato della sommatoria di più fabbricati aggregati, con il primo giro di cinta muraria della cittadina, la fossa ed il basamento delle mura in parte riemerso e ricostruito. Affascinanti gli affreschi rinvenuti, sia lacerti esterni che resti nelle facciate interne, di epoca e fattura diverse; decorazioni quattrocentesche e settecentesche, raffigurazioni di stemmi nobiliari sanvitesi e friulani e due dolci volti di guerrieri risalenti al primo ventennio del ‘500.

Parte di questi, intere splendide scene e figure di sibille, sono stati salvati e strappati negli anni ’50 dallo studioso Federico De Rocco a cui è dedicato l’attuale museo Civico Archeologico, dove rimangono in attesa di rientrare nella loro sede di origine. Nella foto, uno tra i più belli e rari esempi del territorio di raffigurazione a tema profano, con cavaliere armato a cavallo, reminescenza quasi cortese cavalleresca, datato 1450 e rinvenuto nel salone centrale del secondo piano del palazzo.